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  LA RIVITALIZZAZIONE

La medicina estetica non si propone solo per la correzione di inestetismi ma è anche la medicina del "benessere": una medicina dove il paziente va valutato nel suo insieme psico-fisico correggendone abitudini alimentari, stile di vita, condizioni di rischio di “stress ossidativo”. Il medico estetico deve quindi valutare, quantificare e correggere un eccesso di radicali liberi, equilibrando e integrando la dieta, indirizzando i pazienti verso uno stile di vita sano, e poi porre in atto con le tecniche di cui oggi dispone gli interventi biostimolazione e rivitalizzazione cellulare.

Si utilizzano varie sostanze in grado di svolgere queste funzioni per il trattamento di pelle avvizzita, rilassata, disidratata e in tutti i programmi di prevenzione all’invecchiamento.Le sostanze vengono in genere iniettate con inoculazioni multiple e diffuse localizzate al derma superficiale sull’insieme del viso e del collo. 
Si andrà così a correggere la diminuita capacità cellulare alla sintesi di nuovo acido jaluronico e fibre elastiche e perdita con l’avanzare dell’età, delle capacità dell’acido stesso a legare acqua, conseguenza della diminuzione del peso molecolare con logico danno tissutale per disidratazione con pelle secca e formazione di rughe. Il derma e composto da fibre di collagene organizzate in fasci di sostegno e molecole di acido jaluronico che fissano l’acqua e generano volume cementando ed inglobando i fasci delle fibre collageniche. La proprietà stessa dell’acido jaluronico dona elasticità e tonicità alla struttura cutanea.

L’utilizzo in abbinamento con filler ci garantisce correzione e biorivitalizzazione delle pelle nella sua totalità.

Il medico che si occupa di medicina estetica può proporre oggi al proprio paziente una vasta gamma di molecole che validamente si integrano in un programma di biorivitalizzazione della cute.
Alcune delle sostanze che utilizzo con maggiore soddisfazione sono lo Jal-sistem, il placentex Integro e, nel campo della medicina estetica olistica, Made.

Questo prodotto, oltre a svolgere un’azione ristrutturante e intensamente idratante della sostanza intercellulare dermica, è dotato di bio-interattività nei confronti dei fibroblasti: li stimola a produrre collagene, elastina e ulteriore acido ialuronico endogeno, proteggendoli contemporaneamente dall’azione dannosa dei radicali liberi che si formano continuamente, in particolare durante l’esposizione solare.

Esistono due metodiche di biorivitalizzazione cutanea: 
la prima, usata nella prevenzione e cura dell’invecchiamento cutaneo, consiste nell’esecuzione di infiltrazioni intradermiche lineari in senso verticale e orizzontale che si intersecano così da formare come un reticolo di acido ialuronico su aree estese del volto e del collo (utile in particolare a livello delle guance e delle regioni perioculari, le più danneggiate dalla perdita di elasticità e di idratazione che porta a quell’antiestetico aspetto “corrugato”); prevede circa 3 sedute distanziate di circa 2 settimane con sedute di mantenimento ogni 2-3 mesi. 

La seconda metodica è più utile in persone giovani che vogliono prevenire e contrastare l’invecchiamento cutaneo dovuto all’esposizione solare o lampade abbronzanti: si effettuano numerose microiniezioni, molto superficiali, praticamente indolori, distanziate di un centimetro l’una dall’altra, sul volto, sul collo e decolleté ed, eventualmente, anche sulle mani: la sostanza poi si distribuisce uniformemente nel derma superficiale legando acqua ed aumentando visibilmente l’idratazione e il turgore cutaneo.

E’ consigliabile effettuare 2 sedute settimanali prima dell’ esposizione solare: in questo caso si attua una prevenzione attiva del fotoinvecchiamento sfruttando in pieno l’azione di protezione anti-radicali liberi dell’acido ialuronico; le eventuali sedute di mantenimento ogni 2 mesi.

Ottimi sono i risultati ottenibili sul collo, che frequentemente le pazienti chiedono di correggere, specie perchè è una zona che può presentare molto precocemente i segni dell'età a causa di un'accentuato rilassamento muscolare ma sopratutto delle note modifiche del collagene e dell'elastina.
Al contrario dei riempitivi che in questa zona non hanno mai dato ottimi risultati, l'acido jaluronico in forma naturale ci permette di ottenere quella distensione ripristinando turgore, elasticità e compattezza alla cute. In genere sul collo sono necessari almeno cinque trattamenti a due o tre settimane di distanza uno dall'altro e di un sucessivo mantenimento personalizzato.

Le infiltrazioni vengono fatte con aghi da mesoterapia da 15mm e 30G rimanendo molto superficiali lungo il decorso degli "anelli di Venere". La zona rimarrà arrossata per alcune ore dopo la seduta.