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RADIOFREQUENZA

In campo estetico la verà novità da qualche anno a questa parte sono state due metodiche innovative : la Radiofrequenza e la Cavitazione.
Usate nella maniera Apropriata ci danno la possibilità di ottenere sul corpo risultati di grande qualità che fino a poco tempo fa erano ottenibili solo con l'intervento chirurgico. Non si può certamente pensare che in caso di indicazione per l' intervento di liposuzione o di addominoplastica queste macchine diano gli stessi risultati però, per coloro ai quali la sala operatoria è una controindicazione assoluta, per chi non vuole impegnarsi economicamente nella stessa misura, per chi psicologicamente ed emotivamente non se la sente di affrontare l' iter chirurgico pre, intra e post operatorio o semplicemente per chi si accontenta dei risultati l'alternativa è sicuramente da prendere in considerazione.

Radiofrequenza e cavitazione sono indicate anche per magnificare il risultato dell' intervento chirurgico migliorando, per loro caratteristica, la qualità della pelle.

Ma come funzionano?
La tecnologia a radiofrequenza trasporta energia al derma profondo ( 5-20mm) proteggendo l'epidermide con un raffreddamento diretto e continuo; le onde ellettromagnetiche comprese tra i 0,3 MHz e i 10 GHz penertano nei tessuti esposti producendo calore a seguito dell'assorbimento di energia di questi.
La profondità di penertazione dipende dalla frequenza del campo e dall'impedenza dei tessuti ovvero dalla capacita di questi di essere attraversati: bassa nell'epidermide, alta nel grasso e nella cellulite, nulla nel muscolo.
La maggior parte degli effetti che si verificano sui tessuti interessati possono essere spiegati come risposta ad un riscaldamento indotto che a sua volta da luogo ad un aumento della temperatura superiore ad 1 grado. 
Le risposte al riscaldamento, misurabile sulla pelle a 41 - 42° ma ben più alto nel sottocutaneo sono: una vasodilatazione con conseguente aumento dell'ossigenazione e asportazione di tossine e metaboliti, aumento del metabolismo in accordo con la legge di van Hoff, effetto lipolitico con scissione dei trigliceridi depositati nelle cellule adipose e contrazione dei tessuti per denaturazione del collagene e aumento della sua produzione da parte dei fibroblasti.