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L’epilazione permanente: miti e realtà

 

Sono anni che il termine “depilazione definitiva” è entrata nella terminologia corrente associata ai trattamenti di Medicina Estetica. Più o meno da quando le donne, ma anche gli uomini, hanno ricercato un sistema per eliminare in maniera “duratura” i peli superfli specie se le metodiche tradizionale provocavano fastidiose infiammazioni cutanee o altri effetti indesiderati. Tutte le metodiche di depilazione, ceretta, pinzetta, rasoio, creme, ecc.. hanno  però come comune denominatore una assoluta transitorietà del risultato .

Si è così cercato un sistema per non far ricrescere i peli. Dapprima si usava l’ago elettrico  dove infilando un sottilissimo ago nel follicolo pilifero e una volta giunti in prossimità della sua base si emetteva una scarica elettrica bruciandolo. Ancora efficace sui peli bianchi è una tecnica molto operatore dipendente nonché lunga, laboriosa e non esente da rischi per la pelle.

Poi con l’avvento dei laser e delle luci pulsate si è assistito ad un vero e proprio “boom commerciale” specie negli anni novanta con l’intento di non far ricrescere il pelo.  Spesso però se ne è parlato con troppa superficialità lasciando dubbi nell’interlocutore o peggio ancora instillando nei pazienti false aspettative. Solo un decennio fa si promettevano infatti ottimi risultati in pochissime e rapide sedute ma soprattutto con dei risultati assolutamente definitivi. Queste false aspettative hanno così, dopo un periodo iniziale, minato il mercato facendo perdere fiducia in quanto di buono invece le nuove tecnologie cominciavano ad offrire. Sempre però nel rispetto di quella che è la fisiologia del pelo.

Ma allora cos’è esattamente l’epilazione definitiva. L’organizzazione mondiale della Sanità  la definisce “ una diminuzione significativa del numero dei peli terminali dopo un dato trattamento la quale rimane stabile per un periodo di tempo più lungo che il completo ciclo di crescita del pelo in quel distretto corporeo” . Ma allora perché non è corretto chiamarla “definitiva”. Perché il termine lascierebbe intendere che in quella zona, dopo il trattamento, non cresceranno mai più i peli. In realtà essa è permanente ovvero i peli non ricresceranno per lunghi periodi di tempo. Tempo che dipende, e varia, da paziente a paziente soprattutto a  seconda della situazione ormonale, della zona trattata e in misura minore della tecnologia utilizzata. Questo se agenti esterni come terapie o malattie non influenzano ulteriormente i risultati.

ND yag, alexandrite, laser a diodo, Luci pulsate sono alcune delle macchine che sono state utilizzate e che hanno subito dei cambiamenti e delle innovazioni che ci portano oggi a dare risultati comunque di altà qualità, scevri di effetti collaterali ma sempre e comunque con il carattere della transitorietà.

Personalmente ho utilizzato varie apparecchiature, e con alterne soddisfazioni ,ma ad oggi quella con cui mi sono trovato meglio è L’IPL ovvero la luce Pulsata Intensa di ultima generazione che abbina potenza, versatilità e risultati . Questa macchina, molto potente,  mi permette di trattare ampie zone del corpo riscaldando e quindi danneggiando i follicoli piliferi in maniera progressiva, proteggendo però contemporaneamente l’epidermide grazie al raffreddamento del manipolo. Quest’ ultimo aspetto unitamente proprio all’erogazione progressiva e sequenziale degli spot permette il raggiungimento di risultati di altissima qualità. Un’ altra caratteristica è quella di poter trattare tutti i tipi di pelle, anche quelle con i fototipi più scuri grazie alle lunghezze d’onda utilizzate.

Prima del trattamento viene sempre eseguito una minuziosa visita per effettuare un completo check-up della pelle ma soprattutto per far capire bene ai pazienti quali e quando si possono ottenere dei risultati. Età, colore dei peli e della pelle, zone trattate, sesso sono alcuni degli aspetti che possono far variare i risultati dallo standard. I peli bianchi ad esempio non daranno nessun risultato, quelli molto chiari faranno fatica, le pelli molto abbronzate o di colore necessiteranno di più sedute, quelle chiare con i peli molto scuri il contrario. Anche le zone influenzeranno i risultati. Inguine, ascelle e gambe per le caratteristiche dei peli e dell’influenza ormonale saranno meno problematiche del viso nelle donne o del petto e della schiena nei pazienti uomini molto giovani. Stesso discorso vale per le donne affette da problematiche ormonali di varia natura che aumentando il turn-over cellulare daranno un periodo di remissione, e quindi la necessità di fare delle sedute di mantenimento più ravvicinate.

Ma allora volendo dare dei numeri? Indicativamente in prima seduta si può parlare di 2-5 sedute a distanza di un mese e poi un mantenimento variabile tra una seduta tra i sei mesi e i tre anni. Sul viso o nelle pazienti affette da un coinvolgimento ormonale più importante logicamente questi numeri aumenteranno.