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Accresciuta, grazie alle migliorate condizioni socio-sanitarie la "quantità" della vita, oggi si cerca di migliorarne la "qualità".

La cura della propria immagine diventa così una esigenza individuale irrinunciabile, d'altra parte contrastata dal febbrile ritmo degli impegni quotidiani, da una frettolosa o cattiva alimentazione e dalla mancanza di una regolare attività fisica. I trattamenti rivolti a migliorare l'aspetto estetico rientrano pertanto in questa esigenza, sicché il chirurgo plastico-estetico é una figura estremamente attuale.

La Medicina Estetica nasce dall’intuizione che la persona è sana proprio quando è in armonia con le differenti fasi della vita, con il proprio inserimento sociale ed ambientale. L’uomo e la donna che vogliono vivere in sintonia con il mondo moderno non possono di certo ignorare l’importanza dell’aspetto fisico , dell’equilibrio psichico e della presentabilità sociale.

La gratificazione psicologica ed il peso “pubblico” di un aspetto piacevole e di una personalità sana ed armonica risultano importantissimi.
Per vivere oggi bisogna sentirsi “bene con se stessi” a qualsiasi età e la medicina è sempre più sollecitata da persone che chiedono di migliorare il proprio aspetto, sia per una ricerca di sicurezza personale, ma anche per una necessità professionale ed una esigenza spirituale.
La Medicina Estetica ha sì per obiettivo la soluzione degli inestetismi, ma il suo ultimo scopo è di più ampio respiro in quanto tende a promuovere e stimolare la costruzione e la ricostruzione di una armonia e di un equilibrio individuale attraverso l’attivazione di un programma preventivo e correttivo.


Nella fase preventiva, che rappresenta l’aspetto fondamentale della disciplina, si insegna a “conoscere” ed “accettare” le strutture fisiche ereditate, per proteggerle e gestirle secondo le regole di igiene di vita: alimentare, fisica, psicologica, cosmetologica. In quella correttiva, il programma si avvale esclusivamente di metodologie e tecniche ufficiali: mediche, fisioterapiche, cosmetiche.
La Medicina Estetica tende quindi ad un individuo sano, armonico, che viva compiutamente la propria età e sappia riconoscersi ed accettarsi, che lavori con impegno per migliorarsi e riesca a stimarsi ed amarsi di più.
Si tratta infatti di una pratica scientifica che agisce a tutto campo in favore della qualità della vita, interpretando al meglio quanto l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) dichiara da anni: la salute deve essere considerata non solo come assenza di malattia ma come benessere psico-fisico.


Questa è la filosofia alla quale dovrebbe essere ispirato chi si rivolge alla medicina estetica.

La medicina estetica nasce a Parigi nel 1973 ad opera di J.J. Legrand, come metodica correttiva che mirava a correggere vari inestetismi del corpo con metodiche più "soft" rispetto alla chirurgia estetica, alla quale andava ad affiancarsi.
Negli anni seguenti la medicina estetica si diffonde nei Paesi del Mediterraneo e in America latina. Nel 1975 in Italia viene fondata la Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) ad opera di C.A.Bartoletti, geriatra di Roma.
Nella seconda metà degli anni ottanta comincia a modificarsi il ruolo della Medicina Estetica che assume il ruolo di medicina fisiologica e preventiva, che invece di occuparsi solo dell'inestetismo, tramite la visita medico-estetica si propone di effettuare una valutazione globale del paziente, correggendo le cattive abitudini alimentari e di vita, alla ricerca del benessere.
Pertanto la medicina estetica diventa a tutti gli effetti una medicina preventiva, poichè correggendo comportamenti errati si prevengono gli inestetismi e spesso anche alcune patologie (ad esempio si insegna la corretta esposizione al sole, le regole alimentari, l'utilità di una adeguata attività fisica, abitudini essenziali per prevenire diverse patologie).
La medicina estetica si pone quindi ad un livello complementare e non alternativo rispetto alla chirurgia estetica, occupandosi di prevenzione e successivamente di correzione di inestetismi con mezzi non chirurgici, rimandando poi al chirurgo plastico-estetico, quelle situazioni risolvibili soltanto con un approccio differente (chirurgico)

 

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